Chi era Luigi? Luigi era un ragazzo che ha saputo lasciare il segno nei cuori di tutti, grazie al suo amore per la vita e la voglia di portare un sorriso sul volto di chiunque incrociasse il suo cammino. Un ragazzo buono, segnato però da un destino incerto; Quando mamma e papà strinsero per la prima volta tra le loro braccia quella meravigliosa creatura, la loro felicità venne smorzata dalla notizia di una diagnosi: cardiopatia congenita. Che cos’è? Una cardiopatia congenita è una rara malformazione del cuore, che colpisce circa un neonato su 100 in Italia. Delle parole che spaventano ma Luigi, crescendo, ha sempre affrontato la vita che gli era stata data con forza e senza abbattersi mai, perché Luigi ha sempre creduto nella vita come dono di Dio.

Da piccolo però sentiva dentro di sé di avere qualcosa di diverso dagli altri bambini, e guardandosi allo specchio spesso chiedeva alla mamma:” cos’è questa cicatrice sul mio petto? “. Difficile da spiegare ad un bambino così piccolo. “Quando sei nato avevi il cuoricino che non funzionava bene e i dottori lo hanno aggiustato”.

Nonostante i suoi dubbi ed il suo essere introverso quando si parlava della sua cicatrice, Luigi ha sempre dato il meglio di sé nella vita, eccellendo nella scuola, nei rapporti con gli amici e portando allegria a tutti coloro che lo circondavano. Come tutti i suoi coetanei, all’età di nove anni, si divertiva a giocare con i videogiochi insieme ai suoi fratelli ed amici, dimostrando un particolare interesse alle nuove tecnologie, riparando i primi computer e telefonini.

Da ragazzo poi, frequentava la scuola con grande interesse, praticando sport e riservando il proprio tempo libero ad alcune passioni quali l’elettronica e l’informatica ed anche la musica,tanto da voler diventare un maestro di pianoforte. Diventando grande prese poi consapevolezza della sua condizione, ma la affrontò sempre con coraggio e senza mai pensare di essere “diverso” ma anzi, di dover vivere appieno la sua vita, senza privarsi di nulla proprio come chiunque altro, tant’è che aveva un motto tutto suo: “La vita è bella se vissuta passo dopo passo…piena di esperienza, di rimpianti, delusioni e felicità…sono proprio queste le cose che la rendono speciale…”

Con il suo modo di fare così semplice, è stato insegnante di vita per molti, non si stancava di fare il bene, anche se in cambio riceveva il male ma con la certezza e la soddisfazione di non essere come gli altri.

Luigi dopo ogni giornata, cercava pace nelle sue preghiere serali. Il quesito al quale non riceveva mai risposta era: “perché deve esistere il male? perché si deve soffrire?”; la sera prima di addormentarsi, era sua abitudine, rivolgere nelle proprie preghiera, “intercessioni” per quelle persone bisognose e sofferenti.

Era un appassionato della vita, legato alla chiesa e molto devoto in particolare alla Madonnina dello Scoglio. Non perdeva occasione per visitarla quando si trovava a Scalea. Purtroppo si dice che Dio voglia con sé i migliori e Luigi lo era, troppo buono per questo mondo. E’ per questo che lo ha chiamato a sé presto, forse troppo presto, a soli 22 anni lasciando così un immenso vuoto nei cuori e nelle vite di coloro che avevano avuto la fortuna di conoscerlo.